Tuesday, September 19, 2006

 

Scrivo, quindi sono

Una svedese piuttosto alticcia ha scritto un intero romanzo partendo dai graffiti di Pompei. Gli antichi romani scrivevano ovunque e le statue parlanti, Pasquino e Babuino, di Roma parlano ancora. Nel senso che se ci si passa si leggono ancora foglietti imprecazioni proteste proclami eccetera eccetera che i romani procurano di lasciarci, oggi come duemila anni fa.I Murales erano e sono testimonianza, denuncia e protestaI graffiti sono testimonianza, denuncia e protesta.Il 22 agosto 2006, al largo di Arbatax, una motovedetta della Guardia di Finanza ha fermato una barca che portava turisti in gita tra le spiagge dell'Ogliastra. Sono saliti a bordo ed hanno individuato il Barbaro.Tale CIRO di Roma. Colpevole di avere scritto il suo nome nella grotta del Fico, ha deposto la sua tag su una stalattite che se ne stava lì da qualche secolo.Questo giovanotto, tra l'altro, non risponde nemmeno al nome di Ciro. Si tratta del suo nick name, il nomignolo affettuoso col quale lo si chiama in famiglia...(Va a capire perché non Romoletto o Eggidio o Fabbrì, trattandosi di romani e non di partenopei).Vabbè, ognuno si da il nomignolo che vuole, il nome non ce lo scegliamo, almeno il soprannome, perdinci.Le furbissime guide della gita alla grotta lo hanno incastrato nel più candido dei modi, chiedendo ad alcuni del gruppo chi fosse Ciro, senza riferire del fatto che quel coglione aveva lasciato scritto il suo nome su una concrezione calcarea millenaria.La Guardia di Finanza sale a bordo, la guida indica il malnato, lui nega, ovviamente di chiamarsi Ciro.CIRO.Scritto in una grotta dove forse non tornerà più, dove magari nessuno dei suoi amici andrà mai a leggere che lui c'è stato.Anni fa andammo in viaggio a Ventotene con la scuola e i nostri alunni scellerati scrissero i loro nomi su un muretto con tanto di svastiche, bipenne, falli e attrezzi vari.Qualche mese dopo uno di loro morì in un incidente d'auto.....L'anno dopo passai da quel muretto ed il suo nome, e le scritte e i disegnacci, ovviamente, non c'erano più.Beh, il suo nome almeno potevano lasciarlo.....ho pensato.CIRO, imbecille. Avrebbe potuto scrivere la sua tag su un muro di cemento, in un parcheggio, su qualche recinzione grigia o in qualche stazione triste.Ma a chi spetta decidere DOVE...se è meglio il muro o la parete, la grotta o la statua, Centro no e periferia si? E perché?Un viaggio nel centro della Sardegna, ad Orgosolo.

I due vecchioni rievocano cacce e bardane della loro gioventù

Da quasi 40 anni la tradizione del murales ha preso piede ad Orgosolo ed artisti locali e provenienti da tutto il mondo si alternano nell'affrescare le pareti dei palazzi, cortili, vicoli, scalinate e rocce. In Orgosolo non si leggono tag, non ci sono scarabocchi sui muri. I cartelli stradali non sono devastati, le insegne tutte leggibili.Altro che all'EUR di Roma dove gli ineffabili figli di un paio di attachè dell'Ambasciata di Francia si sono fatti beccare mentre coprivano coi loro tristi nomignoli la cartella della fermata dell'autobus...Si potrebbe, pertanto, dedurre che dove il graffito è possibile diventa Murales? Può darsi che il proibizionismo attivi penne pennelli bombolette e quantaltro?Possiamo pensare che i grafitari di Roma o di Berlino siano paragonabili ai decoratori artisti di Orgosolo?Il ragazzo che rischia la sua fedina penale o una gamba sotto al treno è un vandalo o un artista? E se è un artista ha il diritto di decorare il muro di un palazzo del seicento?

Al galoppo sfrenato verso la vittoria

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